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01.12.20, l’Attesa dell’Inverno: eccoci arrivati alla stagione che per eccellenza è collegata al silenzio, in effetti l’inverno è silenzioso, in sostanza è, “L’ ATTESA”, come il seme sotto terra che riposa, in attesa, sotto il gelo e il freddo che tutto immobilizza. Il freddo rende tutto spoglio come i rami degli alberi, i ritmi sono lenti, e le giornate sono corte come a ricordarci che è tempo di aspettare, stare fermi. È una immobilità fatta di attesa che ci porta a sentirne l’essenza, la semplicità dei movimenti, dei pensieri, dei gesti, delle parole, lenti, senza troppo rumore. Nulla sembra succedere, ma in questa attesa c’è tutta la potenzialità della vita, dell’energia vitale che si ritira in basso nella terra bagnata sotto la neve. È come la pausa che avviene nel nostro respirare, tra l’espirazione e l’inspirazione, quel respiro che si ferma, sosta, attende, per cambiare direzione e trasformarsi di nuovo in una inspirazione. Una pausa che è riposo, ascolto, presenza silenziosa e vitale.

L’Inverno e il suo movimento energetico ci consente di concederci delle pause di ascolto, portando attenzione verso la nostra struttura: la nostra postura, l’allungamento dei nostri strati muscolari più profondi, riconoscendo la vitalità della nostra energia interiore e sottile, permettendo alle nostre acque interne di scorrere affinché possa nutrirla e rivitalizzarla. Ascoltarsi quindi vuol dire anche mettersi in contatto con il nostro inconscio, lasciandogli lo spazio che merita, evitando di soffocarlo con attività eccessiva.  Nella medicina orientale siamo nella nicchia di Reni (MINISTRO della FORZA delle TECNICHE) e Vescica Urinaria (GOVERANATORE delle ACQUE). Simbolicamente questo movimento è associato alla profondità delle acque più scure, del buio da cui non si può che riemergere; è il nostro lato più nascosto. Acqua è anche lo scorrere incessante, inarrestabile, sempre puro e vitale, è vita, dove c’è Yin e Yang (RENI); la forza vitale di andare avanti. È la capacità di adattarsi: l’acqua si adatta al recipiente che la ospita, senza però identificarsi con esso, senza perdere la propria direzione. Adattabilità che contrasta la stanchezza, e il fallimento.  La capacità di accettazione, di sé e degli altri, la facoltà di affrontare con coraggio gli eventi della vita, la forza di resistere; è l’empatia.

Come quindi incontrare ed accogliere questa stagione dell’Attesa? Cominciamo senza FRETTA, lasciamo che l’acqua scorra, entriamo negli abissi, senza timore, ma con attenzione, con curiosità e fidiamoci della nostra forza vitale che tutto conosce. È il momento di osservare le nostre reazioni più profonde, i nostri silenzi, i nostri angoli bui, senza fare nulla, osservandoli, lasciando che essi ci mostrino chi siamo, come siamo, come RE-agiamo. Va tutto meravigliosamente BENE! Se facciamo una cosa, se non la facciamo, se siamo pigri, inattivi, Va bene! è parte integrante del nostro essere. Prendiamo del tempo per noi, in un angolo a noi confortevole dove Leggere, Ascoltare, Dipingere, Scarabocchiare, o anche solo Riposare. Possiamo anche andare a scovare angoli dei nostri armadi o ripostigli fino a quel momento inesplorati, per vedere cosa c’è lì in fondo, cosa abbiamo lasciato al buio, o dimenticato da tempo, e sentire cosa crea dentro e fuori di noi senza giudizio, con la semplicità del fluire dell’acqua che sa quale è la propria direzione.

Un Inverno silenziosamente Vitale!

Gassho Roberto C.